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Il 2023 sarà il mio primo anno nel metaverso.

Il primo anno nel quale questa parola entrerà nella mia vita per restarci. Metaverso. Ne parlano in tanti, lo conoscono in pochi. In questi primi giorni mi sto immaginando il 2023. Lo sto riempiendo, capendo, studiando. Lo sto osservando con l’aiuto dei numeri del 2022. Lo sto pensando come un anno in cui sarà difficile replicare il successo del 2022 (a proposito, rileggiti qui l’onore grande che ho vissuto), ma anche un anno nel quale non mancare nella cosa che so fare meglio, guardare al futuro.

Il metaverso come strumento utile

La parola di quest’anno sarà, per me, metaverso. Ti dico subito una cosa: voglio che sia utile. Voglio capire come esserci, viverlo, usarlo e come renderlo importante per fare cose nuove che mi portino soddisfazione, conoscenza, ricchezza. E magari portino le stesse cose ad altri.

Per viverlo lo devo conoscere, per conoscerlo lo devo studiare. Lo faccio ogni mattina. Sto leggendo il libro di Lorenzo Montagna “Metaverso. Noi e il web 3.0“. In quelle righe scopro con precisione tutto quello che i media non riescono a farmi capire. Si tratta di un’opera imprescindibile per chi voglia sapere davvero che cosa ci aspetta. Per ora (non l’ho finito) è un capolavoro. Un libro giusto per chi vuole rendere utile uno strumento, un mondo così nuovo.

L’isterico parlare

Quello che non capisco, però, è proprio il comportamento del giornalismo italiano riguardo a questa e a tante altre parole del futuro. Vedo un’isteria che fa passare questi poveri scrivani dall’esaltazione alla distruzione in pochissimo tempo. Ascolto, sento e guardo questo squinternato chiacchiericcio figlio dei rumor che arrivano dall’America. Un giorno il metaverso è il nuovo mondo, il giorno dopo è un inutile e costoso gingillo di Zuck.

Basta.

Finitela.

Il metaverso sarà, intanto. Quindi ti dico che ancora non è. Il metaverso è un approdo finale di un’escalation tecnologica che avrà tanti passi intermedi. Se ci si dedicasse a spiegare la strada che ci porta verso il metaverso e non a passare dall’esaltazione alla delusione in un amen, magari chi vuole scoprire il futuro sarebbe meno disorientato.

Per ora, mi limito a un consiglio. Leggi il libro di Lorenzo e tutto diventerà un po’ più chiaro.

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