Mojo Days: il format liquido

Un hub di storie, di notizie, di realtà: tutto questo e molto altro è Mojo Days, il primo format italiano fatto da 2 giornalisti, 2 telefonini e 2 ipad.


Francesco Facchini
Mojo Days: il format liquido

Mojo Days: due giornalisti, un telefonino e una storia

Dopo un lavoro di preparazione di qualche mese la collega mojoer Elena Inversetti ed io ci siamo buttati e abbiamo fatto nascere Mojo Days. Di cosa ti sto parlando? Di un format realizzato completamente con le tecniche del mobile journalism il quale non avrà posto fisso, formato fisso, caratteristiche fisse. Noi viviamo in un’epoca liquida. Ci hanno tolto punti di riferimento, sicurezze, proiezioni del futuro. Allora per raggiungere i nostri lettori abbiamo deciso di ribaltare tutto, tranne una cosa: racconteremo storie con un telefonino in mano. 

Due iPhone e due iPad

Il testo e il contesto saranno creati da due iPhone nemmeno tanto nuovi (un 7 Plus e un 6S Plus), da due iPad (vecchiotti anche quelli), un paio di microfoni, le app di filming e di montaggio adatte, qualche piccola truccaglia di editing e via, online. E il contenuto? Alto e basso, pop o lontano, massimo e minimo. Con una idea fissa. Vuoi sapere quale? L’idea è quella di raccontare una storia in un giorno. Una storia che vorremmo fosse la tua. Sì, proprio la tua. Semplice il motivo: il mojo è il linguaggio migliore per raccontare le storie speciali di persone normali. Come te. 

Video, foto, testi, audio: tutto fatto in mobilità

Questo format ha un punto di partenza, anzi due: la pagina Facebook e l’account Instagram. Video? Sì, tanti. Ma non solo. Foto? Perché no. Audio? Come se non ci fosse un domani. Occhi? Sempre aperti. Testi? Anche, la scrittura digitale è tipicamente “mobile” e sarà fatta dai nostri telefonini o dai nostri tablet. L’effetto sarà diverso perché il modo è diverso. Non abbiamo editori, o meglio, ne abbiamo tantissimi. Di chi sto parlando? Sto parlando di tutti coloro che vogliono raccontare una storia o ascoltare una storia.

Mojo Days è un format e una comunità

Con questo assunto è chiaro che questo format deve avere nel motore il racconto di questa realtà liquida che ci gira intorno e diventare al più presto una comunità. Una comunità digitale che racconta cose analogiche oppure una comunità analogica che racconta cose digitali. Storie dal telefonino: questo sarà il nostro hashtag perché attraverso quello schermo noi stiamo vivendo una nuova umanità. Ne abbiamo timore, ma non possiamo evitarla. Stiamo vivendo l’umanità nella quale capiremo, finalmente, che il digitale è reale e che vale la pena viverlo come ponte verso un rinnovamento della persona. 

Essere giornalisti oggi

Con questo format faremo i giornalisti là dove i giornalisti devono essere. Certo, siccome non viviamo di poesia, abbiamo già approntato un piano di business per ingenerare i guadagni necessari a tenere in vita l’iniziativa e arribare presto a viverci. Anche in questo senso Mojo Days sarà un laboratorio, ma sarà soprattutto il posto dove si può essere giornalisti oggi. Senza testata, senza editore, ma cercando una comunità che voglia leggere, vedere, sentire, farsi colpire e colpire. 

Mojo Days non sarà

Mojo Days non sarà il posto delle news, non andrà veloce, non andrà dietro ai trend topic, ma seguirà il respiro del mondo con l’idea di far pensare, di far capire e di dare una voce a chi non ce l’ha. Magari potresti essere tu: scrivici a mojodaysita@gmail.com se hai una storia da raccontare. Mojo Days non sarà il posto dell’approssimazione, del copia-incolla, della velocità. Non ti prenderemo per il culo con dinamiche da clickbait, ti daremo le storie e le notizie quando le avremo. Se ce ne ruberai qualcuna saremo contenti, perché vuol dire che siamo stati utili. 

La redazione è aperta 24 ore su 24.

Uno dei segni distintivi di Mojo Days è il dialogo costante col mondo circostante. Quello vicino, quello sotto casa. La redazione è aperta 24 ore su 24 e come puoi vedere mette in piazza tutto, anche le storie su cui lavorerà nei prossimi mesi.

Mojo Days è anche aprire gli occhi e far entrare il telefonino dove non si può.Milano 2018. Queste sono foto…

Pubblicato da Mojodays su Venerdì 2 novembre 2018
I mille invisibili che vivono nello scalo Farini: verità o fantasia? Lo vedremo insieme

Elena e io abbiamo deciso di mettere in piazza proprio tutto, perché vogliamo che Mojo Days sia un format condiviso. Verticale? Orizzontale? Quadrato? A seconda dei lettori e dell’argomento. Posso dirti l’unica certezza: tutto quello che vedrai, sperando ti piaccia, è e sarà #totalmojo.

Show Comments (0)

Comments

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Related Articles

Mobile Journalism

Il mobile journalism è l’Uber del giornalismo? Ecco perché no

[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=””...

Posted on by Francesco Facchini
My Job

Donazioni: si, hai visto bene. Ti chiedo una mano

Donazioni: ci ho pensato molto e poi l’ho fatto Dedico questo sabato a parlarti di un passo in avanti che ho fatto nell’ambito del progetto di questo blog. Il 2017 si...

Posted on by Francesco Facchini