Categoria: Giornalismo

Studio da anni il mobile journalism e sono uno dei punti di riferimento della materia in ambito italiano e internazionale. In questa categoria del mio sito ci sono raccolti tutti gli spunti arrivati dalle mie esperienze, dai miei studi e dalla trasformazione della mia figura professionale. Ormai il mobile journalism è il giornalismo di oggi.

  • Solo Journalist: una strada per il futuro dei giornalisti

    Solo Journalist: una strada per il futuro dei giornalisti

    Chi è un “Solo Journalist”?

    Si tratta di un giornalista, generalmente in libera professione, che riesce a costruirsi, con il lavoro e con i contenuti, un brand personale tale da attirare su di se la fiducia di una comunità di persone che lo ritengono degno di attenzione alla pari (o più) di un medium.

    Su questa figura che rappresenta una strada per il futuro della professione e di tanti colleghi ho costruito un webinar di 3 ore andato in scena online per conto della Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana il 28 marzo 2026.


    Brand Personale e Modelli di Business per Giornalisti — Francesco Facchini

    Benvenuto al corso
    Solo Journalist

    Questa pagina raccoglie i materiali del corso che ho sviluppato per la Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Per accedere allo slideset del corso e ai quiz di autovalutazione ti chiedo solo di iscriverti al canale YouTube FacLab.

    FL

    FacLab

    IA · Giornalismo · Business Digitale
    @frafacchini

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    📚 Webinar di formazione continua

    Brand Personale e Modelli di Business per Giornalisti

    ✍️ Francesco Facchini 🕐 3 ore · 3 moduli 📅 Formazione OdG 2026 🎯 Giornalisti professionisti

    Il giornalismo sta attraversando la sua trasformazione più radicale degli ultimi cinquant’anni. Il modello “audience → pubblicità → revenue” è in crisi strutturale: Google e Meta controllano il 70% della pubblicità digitale, il traffico da Search è crollato del 25-40% e l’AI Mode porta oltre l’80% delle query informazionali a zero click. Ma per chi sa posizionarsi, questa è la finestra di opportunità più grande degli ultimi vent’anni. Questo webinar è la bussola operativa per costruire il tuo brand personale, scegliere gli strumenti giusti e attivare modelli di business sostenibili come giornalista indipendente.

    Modulo 1 — Ora 1

    Mindset & Posizionamento

    Ecosistema in crisi, nicchia editoriale, personal brand, inbound marketing per giornalisti indipendenti.

    Modulo 2 — Ora 2

    Tecnologia & Stack

    IA come co-pilota, newsletter, social, automazione vs autenticità, stack tecnologico minimo.

    Modulo 3 — Ora 3

    Business & Revenue

    6 modelli di revenue, acquisizione iscritti, setup fiscale (ATECO, regime forfettario, INPGI).

    Da giornalista a editore di te stesso: il cambio di paradigma che non si può più ignorare

    La fiducia nei media tradizionali è ai minimi storici: solo il 40% della popolazione mondiale si fida delle testate giornalistiche (Edelman Trust Barometer 2025). Ma questa crisi non è uniforme — è personalizzata. Le persone non si fidano più delle istituzioni mediatiche, si fidano delle firme. Il giornalista diventa il brand. E questa distinzione vale tutto.

    Dove i media istituzionali perdono credibilità, chi costruisce una voce autentica e riconoscibile guadagna terreno. Newsletter, podcast e community sostituiscono la mediazione editoriale con un rapporto uno-a-uno tra il professionista e il suo pubblico. La relazione diretta non è un’opzione — è il nuovo asset competitivo.

    Il paradosso dell’abbondanza informativa: con oltre 7 milioni di articoli pubblicati ogni giorno nel mondo, il problema non è più trovare informazioni. È trovare informazioni di cui fidarsi. Chi riesce a incarnare questa autorevolezza — con una nicchia chiara, una voce riconoscibile e una relazione diretta con il proprio pubblico — non soffre la crisi: la cavalca.

    Questo webinar di 3 ore suddiviso in 3 moduli è costruito per rispondere a una domanda concreta: come si costruisce un business sostenibile come giornalista indipendente nel 2026? Non teoria. Non ispirazione generica. Un sistema operativo completo: mindset strategico, strumenti digitali selezionati e modelli di revenue verificati.

    Nel Modulo 1 analizziamo il contesto — perché i media istituzionali stanno perdendo terreno e perché questo crea spazio per i freelance posizionati — e costruiamo le basi del personal brand: nicchia, posizionamento e inbound marketing. Nel Modulo 2 esploriamo lo stack tecnologico minimo con l’IA come co-pilota: come usare i modelli generativi per accelerare la produzione senza perdere autenticità. Nel Modulo 3 mappiamo i 6 modelli di revenue attivabili da un giornalista indipendente — dalla newsletter a pagamento ai servizi B2B, dalla formazione agli eventi, dalle consulenze editoriali al licensing dei contenuti — con un approfondimento sul setup fiscale (ATECO, regime forfettario, INPGI).

    Di seguito trovi la presentazione interattiva del webinar, il PDF scaricabile con tutti i materiali, le fonti e i framework operativi, e un simulatore di autovalutazione con 20 domande per testare le tue conoscenze sui temi trattati.

    Presentazione interattiva del webinar

    Sfoglia tutte le slide in formato interattivo. Naviga liberamente tra i tre moduli e gli approfondimenti tematici.

    PDF del webinar — Consulta e scarica

    54 slide con dati, fonti primarie, framework operativi e checklist per costruire il tuo percorso come giornalista indipendente.

    ⬇  Scarica il PDF completo 📄 54 pagine · 4,7 MB

    Quanto hai assimilato?

    20 domande estratte casualmente dall’intero webinar. Ogni nuovo tentativo mescola le domande e le opzioni: nessuna sessione è uguale a un’altra. Al termine riceverai un feedback dettagliato sul tuo livello di preparazione.

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  • Notebook LM, lo strumento totale per i giornalisti

    Notebook LM, lo strumento totale per i giornalisti

    In che modi può essere utilizzato Notebook LM dai giornalisti?

    Mi verrebbe da dire infiniti. Notebook LM può essere lo strumento totale per chi lavora nel mondo della informazione. Il motivo è semplice: in un ambiente sicuro e protetto, il cronista può analizzare documenti, ricercare in modo approfondito, verificare fonti, creare sintesi, riassunti, bozze, contenuti multimediali. Insomma, per il lavoro che svolge tutti i giorni questa piattaforma di Google rappresenta un ambiente dove creare e sviluppare un’infinità di contenuti e di processi utilissimi. ,

    Corso Completo · 4 Moduli

    NotebookLM: Il Tuo Motore di
    Sintesi, Ricerca e Creazione Contenuti

    Da semplice assistente a piattaforma completa: genera slide, infografiche, video, podcast e report dai tuoi materiali — con Deep Research integrato e Gemini sotto il cofano.Una potenza enorme nelle mani di un giornalista: ecco cosa svela questo materiale didattico.

    📦 Output Multipli
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    💎 Piani 2026

    Presentazione del Corso

    Scorri le slide → usa le frecce o il menu in basso · espandi a schermo intero per la migliore esperienza

    Materiale Didattico Incluso
    📄 Dispensa Completa del Corso
    PDF · Tutti i moduli · Aggiornato 2026 · NotebookLM dalla A alla Z
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    Test di Comprensione

    Verifica le tue conoscenze

    5 domande sui concetti chiave del corso. Seleziona una risposta per ciascuna, poi clicca Verifica per il tuo punteggio finale.

    1. Cosa significa RAG nel contesto di NotebookLM?

    2. Qual è la caratteristica chiave del “grounding” di NotebookLM rispetto a un chatbot generico?

    3. Quante fonti supporta il piano gratuito di NotebookLM per singolo notebook?

    4. Cosa genera l’Audio Overview di NotebookLM?

    5. In quali piani è disponibile la funzione Deep Research integrata in NotebookLM nel 2026?

    Corso a cura di Francesco Facchini · Giornalista & Formatore AI

  • Giornalista nel 2025: dall’Intelligenza Artificiale agli AI Agent

    Giornalista nel 2025: dall’Intelligenza Artificiale agli AI Agent

    Chi è un giornalista nel 2025? Cosa fa? Come lo fa?

    Essere un professionista dell’informazione, un giornalista, è una sfida. Una sfida che ha cambiato qualsiasi parametro, strumento, luogo, mezzo, mittente e destinatario. Fare il mio lavoro (e forse anche il tuo) è un percorso cambiato per sempre.

    Le cose da tenere

    Il giornalista è ancora un professionista che si occupa di una cosa precisa: il contenuto di informazione. In questa professione, se la vuoi interpretare, puoi quindi tenere ben presenti gli strumenti cognitivi, le capacità e il metodo.

    Come studi è fondamentale. Come apprendi è cruciale. Inoltre, cosa apprendi resta determinante per capire una cosa. Questo ti permette di saperla spiegare, rendere e trasferire a un pubblico.

    Il giornalista quindi rimane un mediatore della realtà. Prende una cosa, la fa sua, la trasferisce a un pubblico. Resta uno dei mestieri più vecchi del mondo. L’umanità ha sempre avuto bisogno di questa funzione: raccontare le storie, gli accadimenti.

    Il resto è da buttare.

    Le cose da cambiare nel mestiere del giornalista

    Lavorare come giornalista oggi è come fare l’astronauta. Sei sempre, costantemente, a contatto con l’ignoto. Non perché non sai quello cui vai incontro, ma perché non capisci se è vero. Negli ultimi anni, questo tipo di professionista si è dedicato a combattere le fake news. Tuttavia, l’epoca in cui viviamo oggi richiede una riflessione.

    Ha ancora senso distinguere il falso dal vero? Forse il giornalista deve fare un passo indietro e non interessarsi più di questa differenza. Deve interessarsi di trasferire a chi lo legge, vede, sente, le informazioni necessarie affinché sia lui a distinguere. Il giornalista, fino a ieri, ha avuto il compito di dirti “questa è la verità sostanziale dei fatti”. Oggi lo ha perso, se non altro perché la verità non esiste più (e forse non è mai esistita).

    Di conseguenza il giornalista deve cambiare: strumenti, metodo, media, committenti e destinatari. E approccio.

    L’intelligenza artificiale e il giornalista

    Nel mio lavoro di professionista del giornalismo ho iniziato a usare l’intelligenza artificiale ogni giorno. Per tutti i passaggi. Organizzazione, progettazione, produzione, formazione. La uso sempre.

    E come faccio?

    Come capisco che non mi sostituisce?

    Questa è la vera sfida del giornalista. Ecco i passaggi più importanti per fare in modo che al centro ci siano sempre il pensiero, i concetti, le parole dell’umano:

    • Grazie all’ingegneria del prompt, il giornalista deve rimanere unico nella progettazione delle informazioni. Queste informazioni devono condurre al risultato migliore per il suo pubblico. E per il mondo che lo circonda.
    • Una volta ricevuto l’output, deve verificarlo parola per parola e metterlo, per partito preso, in discussione.
    • Con i successivi prompt di correzione, deve eliminare errori, allucinazioni, bias, parzialità del contenuto.
    • Il giornalista deve poi fare in modo che la macchina, la IA, adegui perfettamente il linguaggio al suo pubblico.

    Rimaniamo umani, rimaniamo giornalisti

    Il giornalista del 2025 deve essere un AI journalist. Con la missione precisa di rendere “beneficial” per tutti il suo lavoro. Sai cosa vuol dire beneficial? Semplice: ogni cosa che realizza deve tendere al beneficio maggiore per il suo pubblico e per il mondo che lo circonda,

    Questa è la sfida. Ah, dimenticavo. Per generare una cultura che preveda l’interazione più etica tra uomo e macchina… ci vuole un giornalista. Ora perfino gli AI agent avranno bisogno di un giornalista. Un professionista che passa dal produrre il testo al progettare il contesto.

  • Cecilia Sala, il giornalismo di domani è oggi

    Cecilia Sala, il giornalismo di domani è oggi

    Il caso di Cecilia Sala alla fine del 2024 è un simbolo.

    La giornalista freelance che lavora per Chora Media e Il Foglio, famosa per il suo podcast Stories, è un simbolo. Cecilia Sala è il simbolo del nuovo giornalismo italiano e internazionale. Quello fatto dalle persone, dai professionisti che, con il loro lavoro, ora contano più dei media. Già, più di giornali, radio, tv e siti.

    Il 2025 sarà finalmente il loro anno, anche in Italia. Spero che sia anche l’anno in cui Cecilia Sala viene liberata e torna a casa. E spero sia presto.

    I media sono persone

    Ho guardato i social di Cecilia Sala da vicino e ho scoperto un mondo. Notizie, vita vissuta, volti, impegno, storie, conoscenza, spiegazioni. Ho visto i suoi social come quelli di Francesco Oggiano, di Gianluca Gazzoli e del suo BSMT, di Matteo Gracis e di Ciro Pellegrino. Frequentemente visito anche gli account di Nico Piro su X o di Carmine Benincasa, di Luca Talotta o Dave Legenda. Apprezzo molto Geopop e Cronache di Spogliatoio, mi piace da matti Francesco Costa. Alcuni sono freelance. Alcuni sono firme di media più tradizionali ormai divenuti più grandi del medium stesso per il quale lavorano. Alcuni sono diventati un’azienda.

    Su X c’è l’amico Giovanni Capuano, ma mi capita di leggere anche Maurizio Pistocchi. Su Youtube non perdo mai un video di Sandro Sabatini che ritengo un giornalista davvero con la “G” maiuscola. Vogliamo poi parlare di Fabrizio Romano, ormai fenomeno mondiale? Chiudo con Fabrizio Biasin e Daniele Mari, ma potrei continuare per molte righe.

    I media di oggi sono persone. Sono straordinari umani. Il più grande di tutti è Yusuf Omar (almeno per me). Questi individui sono talmente capaci di parlare il linguaggio dei social che hanno scalzato i media ed sono diventati medium. Guarda Masala e il suo Breaking Italy… oppure Tech Dale su Youtube. Gente bravissima che è informazione.

    Cecilia Sala è un simbolo

    Cecilia Sala è un simbolo di questa generazione di giornalisti che, ora come ora, è molto più importante dei media. Trump ci ha vinto le elezioni con i podcaster repubblicani, poche storie. Ha saltato tv e giornali tradizionali per arrivare al cuore del pubblico con questi giornalisti-medium. Sono loro, ormai, a informare il pubblico sotto i 50 anni, il pubblico che decide il futuro di un paese.

    Ormai l’Italia dinamica e giovane, quella che regge il paese e caccia le tasse, si informa così. Andando diretta verso giornalisti singoli, content creator, singoli account messi tra i preferiti.

    Journalist is the new medium… e allora?

    La cosa che ti ho raccontato vale per milioni di italiani e per centinaia di milioni di persone nel mondo. I giornalisti, i content creator che fanno informazione, sono i nuovi media. E adesso che si fa?

    Semplice: si esulta! Si esulta per la morte dei media tradizionali che restano attaccati a linguaggi della notizia ormai morti anche loro. Il giornale di carta… non esiste più. La tv? La vedono solo le nonne. I tg? Rimasuglio inutile di un mondo dei media sorpassato in modo definitivo da questi nuovi media-persone.

    Prima di avviarci a un 2025 davvero entusiasmante, dobbiamo attraversare due prese di coscienza. La prima la deve prendere questo nuovo pubblico che va verso i giornalisti-medium: deve verificare… sempre. Lo saprà fare?

    La seconda presa di coscenza la devono operare i media, gli editori e i giornalisti. Parlo di quelli che ancora non fanno parte di questo nuovo mondo. I media tradizionali devono accorgersi che sono morti nell’interesse del pubblico se non cambiano registro. Gli editori devono prendere atto che la generazione delle Cecilia Sala non la possono più trattare con sufficienza. Possono allearsi, ma con regole giuste, pagamenti e protezioni adeguate. Non possono più sconfiggerli perché questa generazione di produttori di contenuti di informazione è diventata grande. E può fare a meno di loro.

    I media sono morti, evviva i media

    In un mondo in cui c’è un social gestito da una sola persona (X), è difficile sapere cosa sia vero. Non è facile capire cosa non lo sia. In questo casino i media sono stati travolti dalla loro supponenza, dal pensiero che sarebbero sempre esistiti. Invece sono morti. Nel mare dell’informazione, ora, ci sono altri porti cui attraccare. Sono quelli dei giornalisti-medium che fanno un lavoro splendido. Alcuni sono talmente importanti che cominciano a parlare con le istituzioni.

    Alcuni straparlano o fomentano disinformazione, ma sta a te capire. Insomma, arriva il 2025 e ci porta il nuovo ecosistema dei media da interpretare. Fatto di persone come Cecilia Sala. Persone di cui abbiamo bisogno per capire quello che i media tradizionali hanno smesso di farci comprendere. Beh, sono morti, tutti. E sinceramente non mi mancheranno.

    Quello che va fatto, però, è ben altro. Ora l’informazione, le istituzioni dei media, il giornalismo, li deve riconoscere come fonti e li deve aiutare. Tutti quelli che ho menzionato in questo articolo e anche quelli che, se vuoi, puoi mettermi nei commenti, sono giornalisti. E sono importantissimi per il malandato concetto di democrazia e per i giovani, per il nostro futuro. Per cui liberate Cecilia Sala. Adesso. Buon 2025.

    Leggi anche

    Il giornalista è una media company

  • Come diventare giornalisti: ne parlo con Carlo Bartoli

    Come diventare giornalisti: ne parlo con Carlo Bartoli

    Sapere come diventare giornalisti è diventato difficile perché la professione è cambiata moltissimo. Per diventare giornalisti bisogna prima sapere come essere giornalisti oggi. Operazione non facile. Fare questa professione è una questione di tecnologia. E’ anche una questione di competenze molto diverse dal passato, come ho accennato in questo articolo.

    Il giornalismo ha futuro

    Parlare di questa professione è importante perché è un lavoro necessario per il futuro della nostra società. Per questo motivo ho chiesto una chiacchierata sul tema a chi custodisce il “come diventare giornalisti”. Sto parlando del Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli. Ho appuntamento con lui il 28 settembre 2024 dalle 11. La diretta della nostra chiacchierata, nel format del mio canale YouTube “Un’ora con…”, la potrai vedere anche qui sotto.

    Se ti è più comodo vedere la nostra chiacchierata sul canale YouTube potrai vederla qui.

    La pagina che stai leggendo è per me un punto di incontro. Lo stesso vale per tutti gli altri luoghi social che riguardano il mio lavoro. Per questo motivo iscriviti al canale oppure tieni d’occhio la pagina: potrai rimanere aggiornato sul mio lavoro. Se hai domande da fare al Presidente o a me, mettile qui nei commenti. Oppure mettile nei commenti al video in diretta su YouTube.

    Una professione nuovissima

    Parlar di come diventare giornalisti è un modo per raccontarti una professione nuovissima. Si sviluppa in modi e in campi che nemmeno stai immaginando. Per poterla costruire e abbracciare nel tuo futuro, ti dico due cose. Non c’è mai stato un periodo così difficile e bello per fare i giornalisti. Ti assicuro che questo lavoro è destinato ad avere un futuro lungo e possibile.

    Costruiamolo sviluppandone temi e possibilità. C’è la possiamo fare, se procediamo insieme.

  • Diventare giornalista è questione di tecnologia

    Diventare giornalista è questione di tecnologia

    Questa cosa farà inorridire i colleghi, ma è vera: la professione del giornalista è una professione tecnica.

    Se vuoi diventare giornalista devi far pace con questo: è un lavoro che è permeato totalmente dalla tecnologia.Il mondo del giornalismo italiano brilla per arretratezza è scarsa competenza tecnica dell’universo dei media che viviamo. Nella gran parte, si tratta di un mondo di professionisti. Anche bravissimi, ci mancherebbe.

    Sono attaccati, tuttavia, a metodi vecchi e recalcitranti ad approcciare nuovi applicativi e strumenti per fare questa professione.Il giornalista in Italia oggi è ancora legato al messaggio. Questo può essere scritto, video, foto o audio. È anche legato ai criteri del giornalismo. Non si affrontano nemmeno due caratteristiche importantissime della professione oggi. L’importanza dei dati è una. L’altra è l’importanza della tecnologia e dei suoi strumenti. Perché?

    Il giornalista e i social

    Il giornalista e i social network: un rapporto perlomeno difficile. Eppure in tutto questo tempo, lo schema mentale con il quale il giornalista ha affrontato le piattaforme sociali è semplice. E alquanto stupido. Le piattaforme social sono un pericolo da evitare. La realtà, tuttavia, è un’altra: i social sono il modo con il quale le persone si informano. Ecco, le piattaforme di connessione sociale hanno tre caratteristiche. Sono strumenti tecnologici (software). Consegnano una marea di dati. Vengono fruiti dagli smartphone.

    Se si vuole diventare giornalista, l’ecosistema della professione è quello lì: software, dati, hardware. E quindi che cosa ci impedisce di pensare che la professione giornalistica sia tecnica? Niente.

    Diventare giornalista è questione di mediazione

    Non pretendo certo che la preparazione di un giornalista diventi soltanto tecnica. Non riguarda solo software, hardware, smartphone, intelligenza artificiale e strumenti di registrazione multimediali. Tuttavia, diventare giornalista resta una questione di mediazione sociale. Il problema è che la mediazione che devi saper proporre è legata ai dati. Questi dati ti vengono forniti dagli strumenti (web e app) che frequentiamo ogni giorno. Li usiamo per capire le notizie, le informazioni e creare i contenuti.

    Ti rivelo una tendenza: il lavoro dell’innovatore del giornalismo Francesco Marconi (di cui puoi leggere qui) si sta indirizzando verso la “previsione” delle notizie. Già, hai letto bene: l’intelligenza artificiale ci permetterà di prevedere una notizia prima che diventi tale. Come? Non con la magia nera… con i dati.

    Per questo sostengo questa idea: diventare giornalista è una sfida che fa rima con la tecnologia. La mia è una professione totalmente rivoluzionata dalla tecnologia. Resta una cosa: il fattore umano. Non c’è strumento artificiale che ti fa trasferire valore agli altri. Ci vuole l’umanità.

    Se vuoi approfondire il futuro del giornalismo ti confermo che il numero uno al mondo è lui: Francesco Marconi. Clicca qui per andare a curiosare nel suo sito internet.