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Content creator: il mio prossimo mestiere

Non sono un content creator, ma lo voglio diventare.

Al limite questo lavoro ho cercato di farlo fare a qualcuno trasferendogli le conoscenze che ho sulla content creation con device mobili. Ho deciso di cambiare radicalmente: voglio diventare anche io un content creator. Di contenuti ne ho prodotti molti, per altri, ma i miei sono sempre stati confinati a tempi residuali delle mie giornate e sono stati pubblicati in modi e formati approssimativi. Insomma, io che ho insegnato come si fanno i contenuti sono sempre stato un “calzolaio con le scarpe rotte” per quanto riguarda i miei video, i miei podcast, i miei testi, le mie foto, i miei audio. Ecco, adesso basta.

Content creator con la pancia a 50 anni

Voglio fare il content creator anche col corpaccione, la facciona, i denti brutti e i pochi capelli in testa. Già, perché penso che alla mia età non si debba essere belli, se si compare in video, ma bravi. Iniziare questo percorso a oltre 50 anni è un’operazione sfidante, ma questa sfida, sinceramente, mi piace moltissimo. Il motivo che c’è dietro è chiaro: ho accumulato talmente tanta conoscenza che penso sia arrivato il momento di farla diventare fruttuosa anche per me, non solo per gli altri.

I primi format

I miei primi format, i miei primi video su Youtube sono iniziati, ma prima voglio raccontarti, per punti, quali sono i miei obiettivi:

  • Voglio produrre in proprio molti dei corsi che ho erogato. Ho tanto materiale e desidero sfruttarne le potenzialità di business.
  • Desidero finalmente creare una comunità attorno a questi argomenti.
  • Desidero verificare le potenzialità di tutte le piattaforme digitali che permettono la proposta al pubblico di prodotti editoriali.
  • Il mio obiettivo dei prossimi anni, più che diventare un content creator, è diventare editore di me stesso. Voglio vedere se ci riesco e come ci riesco in termini economici.

Tutte cose che non ho mai fatto

Creare una comunità, sviluppare una strategia digitale e social, diventare content creator sono tutte cose che ho studiato per anni e di cui conosco ogni virgola, ma che non ho mai messo in campo per me. Tutte queste cose sono una sfida che voglio affrontare in modo definitivo per creare una base economica che supporti il mio lavoro e la mia crescita professionale. I mondi che riguardano i media e la comunicazione stanno cambiando velocemente e l’idea di mettermi a spiegare in modo semplice le cose che succedono mi affascina molto. Anche l’idea di diventare un producer mi sconfinfera parecchio. Sul mondo della mia cultura (il mobile), sul mio strumento (lo smartphone), sull’intelligenza artificiale, sul metaverso, sui contenuti, sulle app, sugli hardware utili al lavoro e ai progetti, sull’evoluzione di questi mondi c’è molto da dire.

Un content creator che non c’è

Devo fare molte cose prima di considerarmi un content creator appena decente. Devo crearmi uno stile, devo pensare alla grafica, creare una sigla, sviluppare dei formati, pensare a progetti editoriali, a calendari editoriali, a un piano social consistente, organizzato e costante. Però mi sembra di aver individuato che, nel panorama di chi parla di tecnologia, di media, di contenuti, di hardware e software mobile, di applicativi che ci aiutano a stare meglio, non c’è quel content creator che voglio diventare.

Di cosa ti parlo? Ti parlo di quel tipo di divulgatore che spiega facilmente il senso e l’uso che si può fare della tecnologia per migliorare lavoro, vita e progetti. Vorrei che questa nuova sfida si inserisse in quell’arte di seminare di cui ti ho parlato qualche giorno fa in questo articolo. Certo, ci vorrà tempo prima che io diventi bravo come Casey Neistat, il mio Youtuber preferito. Clicca qui se vuoi vedere di che fenomeno si tratta.

Un percorso sotto gli occhi di tutti

Ok, dette le premesse e chiariti gli obiettivi, posso anche dirti che questa strada da content creator la intraprenderò in modo molto trasparente. Non voglio celare alcunché e non voglio farmi prendere dalla sindrome del perfettino. Pubblicherò molto, naturalmente lavorando sulla qualità del contenuto. Senza nascondere imprecisioni o cambiamenti, evoluzioni e precisazioni. Di stile, di immagini, di linguaggio.

Non voglio che i miei contenuti video ti sembrino finti e costruiti. Voglio che ti appaiano veri, magari anche un po’ grezzi, ma veri. Devono uscire dai miei giorni, avere le mie parole, la mia faccia, il mio modo di raccontarti le cose. Devono dirti cose utili a rischio di dirti cose banali, ma devono anche raccontarti il vero senso di tutta questa tecnologia che ci circonda e che può davvero cambiarci la vita in meglio… ma anche in peggio.

Mi viene un po’ da ridere perché mi trovo brutto e vecchio, ma ho tante cose da dirti. Che fai vieni con me? Da grande farò il content creator: comincio da qui.

La prima puntata di AI Essentials, la mia prima “prova” da content creator.

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