Categoria: Formazione

Il mondo della formazione che propongo, naturalmente incentrata sulla mobile content creation.

  • Cento milioni per formare la scuola sull’IA. E quasi nessuno lo sa.

    Cento milioni per formare la scuola sull’IA. E quasi nessuno lo sa.

    Un’occasione per la scuola.

    Quando hai davanti un’opportunità devi avere due cose importanti oltre all’occasione: la fortuna (o la bravura) di saperla cogliere e qualcuno che te la sappia indicare per bene. Qualcuno che sappia dirti: “Ehi, quella è una occasione: vai! Coglila!”.

    In questi primi giorni di aprile la scuola italiana può essere proprio in questa situazione: ha una enorme opportunità, ma non la coglie. Questo, per la scuola potrebbe essere un momento storico, ma sta passando in silenzio. Sta per essere completamente “mancato”….

    Di cosa parlo? di questo: il ministero dell’Istruzione ha stanziato il 27 marzo 2026 un centinaio di milioni dai fondi PNRR e NextGenerationEU per protare la formazione sull’IA nelle scuole italiane. Non come un progettino qualunque, non come una sperimentazione, ma come un’infrastruttura vera e propria. Ogni scuola (statale o parificata, ma con fini non commerciali) può ottenere fino a 50 mila euro per crearsi dei percorsi formativi per docenti, personale, dirigenti e con il coinvolgimento diretto degli studenti nei laboratori pratici in classe. Una manna dal cielo che, tuttavia, ha una finestra di accreditamento dei fondi molto stretta e rischia di diventare una mastodontica occasione buttata.

    Che cos’è il formatore IA?

    Sai qual è la notizia nella notizia? Che in questo bando, questo dicastero sta facendo due cose storiche. La prima: sta istituzionalizzando la formazione IA nelle scuole (e lo sta facendo tardi, ma insomma…). La seconda: sta istituzionalizzando la figura professionale del formatore IA. Per la prima volta. Cosa non trascurabile per me, ma forse anche per te. E per la scuola dei tuoi figli. Adesso, quindi stiamo capendo che servono formatori IA e che quei formatori sono coloro che traducono a persone, studenti, lavoratori, organizzazioni e aziende i concetti dell’intelligenza artificiale. E insegnano a usare gli strumenti in modo consapevole. Ecco che cos’è un formatore IA: un traduttore, un facilitatore.

    Un paradosso che mi fa girare le scatole

    Tuttavia siamo davanti a un paradosso, molto probabilmente accelerato dalla stretta finestra di richiesta dei fondi che il Ministero ha comandato. Già, tutto termina il 17 aprile 2026. Un attimo, per i tempi burocratici di scuole e ministeri. Allora, probabilmente si crea un paradosso. Da una parte il dirigente scolastico che magari sa della cosa, ma non ha il formatore IA per le mani o non sa nemmeno che esistano. Dall’altra i formatori IA come me che devono urlare nel silenzio per dire “Ehi, sono qui! Ehi, mi vedi?”. E il tempo passa molto velocemente.

    Una cosa concreta, per me e per te

    Allora facciamo una cosa concreta. Fermati un secondo e chiediti: conosco un dirigente scolastico? Un insegnante? Un animatore digitale — quella figura che esiste in ogni scuola italiana e che ha il compito specifico di spingere la transizione digitale dall’interno? Se la risposta è sì, hai in mano qualcosa di più utile di qualsiasi articolo tu possa leggere oggi. Hai un canale diretto verso il lato del paradosso che non riesce a parlare.

    Perché la cosa che puoi fare domani mattina — letteralmente domani mattina — è mandargli un messaggio. Non un’analisi. Non questo articolo intero. Solo questo: “Ehi, esiste un bando PNRR con 50mila euro per la tua scuola sulla formazione IA, scade il 17 aprile, ti mando i dettagli?”. Quattro righe. Se lui non lo sapeva — e molto probabilmente non lo sa — tu sei diventato la persona che gliel’ha indicata. Quella cosa che dicevo all’inizio: qualcuno che sappia dirti “ehi, quella è un’occasione, vai”.

    Allora diamoci da fare, tutti insieme

    E allora eccomi qui. Sono un formatore IA. Esisto adesso, in questo mercato, in questo momento preciso in cui lo Stato italiano ha deciso che la mia figura professionale serve — e la finanzia. Non domani, non tra cinque anni quando tutti ne parleranno. Adesso.

    Se sei un dirigente scolastico o un docente e sei arrivato fin qui, sai già cosa fare: hai nove giorni, hai una piattaforma, hai un codice. Quello che forse non hai ancora è qualcuno con cui progettarlo. Io sono disponibile a parlarne questa settimana — una conversazione, senza impegno, per capire se c’è uno spazio in cui lavorare insieme.

    Se invece sei un formatore, un divulgatore, qualcuno che come me lavora ogni giorno per rendere l’IA comprensibile — questo articolo era anche per te. Perché il momento in cui una professione viene riconosciuta istituzionalmente è esattamente il momento in cui vale la pena alzare la mano e dire: sono qui, so farlo, posso aiutare.

    La finestra è aperta. Non per molto.

    Scritto con il supporto non qualitativo di Claude. Foto di Nature OS

  • Solo Journalist: una strada per il futuro dei giornalisti

    Solo Journalist: una strada per il futuro dei giornalisti

    Chi è un “Solo Journalist”?

    Si tratta di un giornalista, generalmente in libera professione, che riesce a costruirsi, con il lavoro e con i contenuti, un brand personale tale da attirare su di se la fiducia di una comunità di persone che lo ritengono degno di attenzione alla pari (o più) di un medium.

    Su questa figura che rappresenta una strada per il futuro della professione e di tanti colleghi ho costruito un webinar di 3 ore andato in scena online per conto della Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana il 28 marzo 2026.


    Brand Personale e Modelli di Business per Giornalisti — Francesco Facchini

    Benvenuto al corso
    Solo Journalist

    Questa pagina raccoglie i materiali del corso che ho sviluppato per la Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Per accedere allo slideset del corso e ai quiz di autovalutazione ti chiedo solo di iscriverti al canale YouTube FacLab.

    FL

    FacLab

    IA · Giornalismo · Business Digitale
    @frafacchini

    ▶  Iscriviti a FacLab e accedi al corso

    Cliccando “Iscriviti” verrai reindirizzato al canale YouTube FacLab. Confermando l’iscrizione accedi immediatamente a slideset, PDF e quiz di autovalutazione.

    📚 Webinar di formazione continua

    Brand Personale e Modelli di Business per Giornalisti

    ✍️ Francesco Facchini 🕐 3 ore · 3 moduli 📅 Formazione OdG 2026 🎯 Giornalisti professionisti

    Il giornalismo sta attraversando la sua trasformazione più radicale degli ultimi cinquant’anni. Il modello “audience → pubblicità → revenue” è in crisi strutturale: Google e Meta controllano il 70% della pubblicità digitale, il traffico da Search è crollato del 25-40% e l’AI Mode porta oltre l’80% delle query informazionali a zero click. Ma per chi sa posizionarsi, questa è la finestra di opportunità più grande degli ultimi vent’anni. Questo webinar è la bussola operativa per costruire il tuo brand personale, scegliere gli strumenti giusti e attivare modelli di business sostenibili come giornalista indipendente.

    Modulo 1 — Ora 1

    Mindset & Posizionamento

    Ecosistema in crisi, nicchia editoriale, personal brand, inbound marketing per giornalisti indipendenti.

    Modulo 2 — Ora 2

    Tecnologia & Stack

    IA come co-pilota, newsletter, social, automazione vs autenticità, stack tecnologico minimo.

    Modulo 3 — Ora 3

    Business & Revenue

    6 modelli di revenue, acquisizione iscritti, setup fiscale (ATECO, regime forfettario, INPGI).

    Da giornalista a editore di te stesso: il cambio di paradigma che non si può più ignorare

    La fiducia nei media tradizionali è ai minimi storici: solo il 40% della popolazione mondiale si fida delle testate giornalistiche (Edelman Trust Barometer 2025). Ma questa crisi non è uniforme — è personalizzata. Le persone non si fidano più delle istituzioni mediatiche, si fidano delle firme. Il giornalista diventa il brand. E questa distinzione vale tutto.

    Dove i media istituzionali perdono credibilità, chi costruisce una voce autentica e riconoscibile guadagna terreno. Newsletter, podcast e community sostituiscono la mediazione editoriale con un rapporto uno-a-uno tra il professionista e il suo pubblico. La relazione diretta non è un’opzione — è il nuovo asset competitivo.

    Il paradosso dell’abbondanza informativa: con oltre 7 milioni di articoli pubblicati ogni giorno nel mondo, il problema non è più trovare informazioni. È trovare informazioni di cui fidarsi. Chi riesce a incarnare questa autorevolezza — con una nicchia chiara, una voce riconoscibile e una relazione diretta con il proprio pubblico — non soffre la crisi: la cavalca.

    Questo webinar di 3 ore suddiviso in 3 moduli è costruito per rispondere a una domanda concreta: come si costruisce un business sostenibile come giornalista indipendente nel 2026? Non teoria. Non ispirazione generica. Un sistema operativo completo: mindset strategico, strumenti digitali selezionati e modelli di revenue verificati.

    Nel Modulo 1 analizziamo il contesto — perché i media istituzionali stanno perdendo terreno e perché questo crea spazio per i freelance posizionati — e costruiamo le basi del personal brand: nicchia, posizionamento e inbound marketing. Nel Modulo 2 esploriamo lo stack tecnologico minimo con l’IA come co-pilota: come usare i modelli generativi per accelerare la produzione senza perdere autenticità. Nel Modulo 3 mappiamo i 6 modelli di revenue attivabili da un giornalista indipendente — dalla newsletter a pagamento ai servizi B2B, dalla formazione agli eventi, dalle consulenze editoriali al licensing dei contenuti — con un approfondimento sul setup fiscale (ATECO, regime forfettario, INPGI).

    Di seguito trovi la presentazione interattiva del webinar, il PDF scaricabile con tutti i materiali, le fonti e i framework operativi, e un simulatore di autovalutazione con 20 domande per testare le tue conoscenze sui temi trattati.

    Presentazione interattiva del webinar

    Sfoglia tutte le slide in formato interattivo. Naviga liberamente tra i tre moduli e gli approfondimenti tematici.

    PDF del webinar — Consulta e scarica

    54 slide con dati, fonti primarie, framework operativi e checklist per costruire il tuo percorso come giornalista indipendente.

    ⬇  Scarica il PDF completo 📄 54 pagine · 4,7 MB

    Quanto hai assimilato?

    20 domande estratte casualmente dall’intero webinar. Ogni nuovo tentativo mescola le domande e le opzioni: nessuna sessione è uguale a un’altra. Al termine riceverai un feedback dettagliato sul tuo livello di preparazione.

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  • Lavoro e intelligenza artificiale: come riqualificarsi

    Lavoro e intelligenza artificiale: come riqualificarsi

    Non è la fine del lavoro, è un nuovo inizio: 10 consigli per navigare l’era dell’IA

    Se stai leggendo queste righe, probabilmente hai sentito quel nodo allo stomaco. Quella sensazione che ti prende quando leggi l’ennesimo titolo sulla “Jobpocalypse”, sull’IA che rende obsolete competenze costruitie in anni di fatica. Magari ti senti smarrito, ti chiedi se c’è ancora posto per te e se ha senso rimettersi in gioco adesso.

    Voglio dirti subito una cosa, con onestà: fermati un attimo. Fai un respiro profondo. La tua ansia è legittima, ma la paura è una pessima consigliera. Non stiamo andando verso la sostituzione delle persone, ma verso la sostituzione delle task. Il lavoro non sparisce, si trasforma: da esecutori, dobbiamo diventare direttori d’orchestra.

    Ecco la mappa concreta per orientarti. Queste sono le 10 competenze che ti serviranno per restare protagonista, spiegate con un consiglio pratico per iniziare ad allenarle fin da oggi.


    1. Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy)

    Non devi diventare un ingegnere, ma devi smettere di guardare all’IA come a una scatola magica. Devi capire la logica con cui “pensa”.

    • Il concetto chiave: Le macchine non “sanno” le cose, calcolano probabilità.
    • L’infografica mentale: Immagina il processo non come una linea retta, ma come un filtro a imbuto (vedi schema sotto) dove i dati vengono pesati. Se capisci questo, capisci i limiti dello strumento.

    • Come allenarla: Non limitarti a leggere i titoli. Apri ChatGPT o Claude e gioca. Chiedi: “Spiegami come hai generato questa risposta”. Leggi newsletter di settore che spiegano il “dietro le quinte” tecnico in modo semplice, non solo le news sensazionalistiche.

    2. Pensiero Critico e Verifica (Fact-Checking 2.0)

    In un mondo dove creare contenuti falsi è gratis e istantaneo, la verità è la merce più preziosa.

    • Il concetto chiave: L’IA tende ad “allucinare” (inventare) pur di compiacerti. Tu sei il revisore.
    • Come allenarla: Non fare mai copia-incolla diretto. Adotta la regola del “doppio controllo”: se l’IA ti dà un dato, chiedile la fonte o cercala tu su Google. Se non trovi la fonte, il dato non esiste.

    3. Intelligenza Emotiva ed Empatia

    Le macchine simulano le emozioni, tu le vivi. Questo è il tuo fossato difensivo.

    • Il concetto chiave: Negoziare, curare, gestire conflitti e motivare le persone sono territori umani.
    • Come allenarla: Pratica l’ascolto attivo nelle tue riunioni. Concentrati non su cosa rispondere, ma sul capire lo stato d’animo del tuo interlocutore. Investi in corsi sulla comunicazione non violenta o sulla gestione dei team: sono competenze a prova di futuro.

    4. Formulazione dei Problemi (Problem Setting)

    L’IA dà risposte, ma non sa farsi le domande.

    • Il concetto chiave: Un problema mal posto genera una soluzione inutile (Garbage in, Garbage out).
    • Come allenarla: Prima di aprire il computer, usa carta e penna. Scrivi qual è il vero ostacolo che devi superare. Scomponi il problema grande in tre problemi piccoli. Solo allora chiedi aiuto alla tecnologia.

    5. Comunicazione Uomo-Macchina (Prompt Design)

    Imparare a parlare con l’algoritmo è come imparare una nuova lingua straniera.

    • Il concetto chiave: Non servono “formule magiche”, serve logica. Contesto + Obiettivo + Formato.
    • Come allenarla: Smetti di scrivere “Scrivimi un testo su X”. Inizia a scrivere: “Agisci come un esperto di X, scrivi un testo per un pubblico Y, con l’obiettivo di Z”. Itera la conversazione come se parlassi con uno stagista molto colto ma privo di iniziativa.

    6. Flessibilità Cognitiva

    La capacità di disimparare il vecchio per accogliere il nuovo.

    • Il concetto chiave: Non affezionarti ai “modi di fare di sempre”. Quello che usi oggi tra sei mesi sarà vecchio.
    • Come allenarla: Costringiti a provare un nuovo strumento digitale ogni due settimane. Anche se ti sembra difficile, lo sforzo mantiene il cervello plastico e riduce la paura del cambiamento.

    7. Giudizio Etico

    Le macchine non hanno morale, tu sì.

    • Il concetto chiave: L’efficienza non deve calpestare i diritti o la dignità.
    • Come allenarla: Quando l’IA ti propone una soluzione, fatti l’ultima domanda: “È giusto? C’è qualcuno che viene discriminato o danneggiato da questa decisione automatica?”. Leggi i principi base dell’AI Act europeo per capire i confini legali.

    8. Creatività Ibrida

    L’IA lavora sulla media statistica, tu sull’intuizione e la rottura degli schemi.

    • Il concetto chiave: Usare l’IA per la quantità, usare te stesso per la qualità.
    • Come allenarla: Usa l’IA per il brainstorming (fase divergente): “Dammi 50 idee per…”. Poi spegni tutto e usa il tuo gusto per scegliere e unire le due migliori (fase convergente).

    9. Gestione dei Dati (Data Literacy)

    I dati sono il carburante. Senza di essi, l’IA è un motore spento.

    • Il concetto chiave: Non serve essere data scientist, ma saper organizzare le proprie informazioni.
    • Come allenarla: Impara a tenere ordinati i tuoi archivi digitali. Impara le basi di come è strutturato un database (anche solo usare bene Excel o Notion). Se i tuoi dati sono disordinati, l’IA non potrà aiutarti.

    10. Apprendimento Continuo (Learnability)

    La madre di tutte le competenze.

    • Il concetto chiave: Lo studio non finisce con la scuola. È una parte del lavoro.
    • Come allenarla: Blocca in agenda 2 ore a settimana (è circa il 5% del tuo tempo lavorativo). Chiamalo “Appuntamento con il futuro”. Usalo per studiare, leggere, provare, sbagliare. Non è tempo perso, è l’investimento che protegge il tuo stipendio di domani.

    Un invito alla calma e alla prospettiva

    Voglio concludere con un pensiero di prospettiva. Non siamo di fronte a un’apocalisse, ma a una metamorfosi. È un momento difficile, disorientante, sì. Ma è anche un’opportunità straordinaria per chiederci: cosa mi piaceva davvero del mio lavoro?

    C’è e ci sarà ancora tantissimo spazio per essere protagonisti. Forse dovrai rielaborare dal profondo il modo in cui fai il tuo mestiere oggi, integrando questi strumenti. O forse, questo è il momento giusto per trovare il coraggio di cambiarlo del tutto, quel mestiere, puntando su quelle caratteristiche umane che nessuna macchina potrà mai replicare.

    Il futuro non appartiene a chi lo teme, ma a chi decide, con pazienza, metodo e un pizzico di coraggio, di imparare a costruirlo giorno per giorno.

    Fonti e Ragionamenti

    • Le competenze elencate derivano dall’analisi del “Future of Jobs Report” del World Economic Forum e dalle direttive dell’AI Act Europeo sulla supervisione umana.
    • L’approccio consigliato (“Come allenarla”) si basa sulla metodologia di “Learning by doing” e sull’apprendimento incrementale, essenziali nell’andragogia (formazione degli adulti).

    Nota finale. Questo articolo è fatto con la collaborazione qualitativa di Gemini, IA di Google. Il testo è stato progettato, rivisto e corretto da me in ogni suo paragrafo, in ogni sua frase.

  • Prompt engineering: il prompt tester per i miei studenti

    Prompt engineering: il prompt tester per i miei studenti

    Prompt engineering, parte tutto da lì

    Nei percorsi didattici che propongo ai miei studenti succedono cose bellissime. I corsi di “Strumenti e fondamenti di IA in ambito lavorativo” che sto tenendo includono molte fasi pratiche. I corsi prevedono esercizi concreti. In un momento di laboratorio di questi giorni abbiamo svolto esercizi di ingegneria del prompt (il prompt engineering, appunto). Mi è venuta un’idea…

    Insegnando alcune tecniche ho redatto assieme a un gruppo di discenti un progetto di un semplice tester dei prompt. Una elementare web app che possa servire a tutti per raffinare il modo di parlare con l’intelligenza artificiale.

    Qui sotto trovi ciò che è uscito da questo piccolo momento creativo in un normale passaggio pratico. Buon divertimento! Fammi sapere nei coommenti a questo articolo se ti è utile.

    Prompt Tester – Fondamenti di IA

    Prompt Tester Didattico

    Componi il tuo prompt compilando le sezioni qui sotto per un’analisi dettagliata.

    Analisi del Prompt

    Ecco la valutazione di ogni componente, con un punteggio di efficacia da 1 a 10. Usa i consigli per migliorarlo.

    Copia il tuo prompt per poterlo poi inserire in una nuova valutazione nel momento in cui vorrai effettuare ulteriori correzioni per migliorare l’efficacia dello stesso.

    Punteggio Totale

    0 / 10

    Editor del Prompt

    Modifica le sezioni del tuo prompt basandoti sui consigli ricevuti e testa la nuova versione.

  • Diventare giornalista è questione di tecnologia

    Diventare giornalista è questione di tecnologia

    Questa cosa farà inorridire i colleghi, ma è vera: la professione del giornalista è una professione tecnica.

    Se vuoi diventare giornalista devi far pace con questo: è un lavoro che è permeato totalmente dalla tecnologia.Il mondo del giornalismo italiano brilla per arretratezza è scarsa competenza tecnica dell’universo dei media che viviamo. Nella gran parte, si tratta di un mondo di professionisti. Anche bravissimi, ci mancherebbe.

    Sono attaccati, tuttavia, a metodi vecchi e recalcitranti ad approcciare nuovi applicativi e strumenti per fare questa professione.Il giornalista in Italia oggi è ancora legato al messaggio. Questo può essere scritto, video, foto o audio. È anche legato ai criteri del giornalismo. Non si affrontano nemmeno due caratteristiche importantissime della professione oggi. L’importanza dei dati è una. L’altra è l’importanza della tecnologia e dei suoi strumenti. Perché?

    Il giornalista e i social

    Il giornalista e i social network: un rapporto perlomeno difficile. Eppure in tutto questo tempo, lo schema mentale con il quale il giornalista ha affrontato le piattaforme sociali è semplice. E alquanto stupido. Le piattaforme social sono un pericolo da evitare. La realtà, tuttavia, è un’altra: i social sono il modo con il quale le persone si informano. Ecco, le piattaforme di connessione sociale hanno tre caratteristiche. Sono strumenti tecnologici (software). Consegnano una marea di dati. Vengono fruiti dagli smartphone.

    Se si vuole diventare giornalista, l’ecosistema della professione è quello lì: software, dati, hardware. E quindi che cosa ci impedisce di pensare che la professione giornalistica sia tecnica? Niente.

    Diventare giornalista è questione di mediazione

    Non pretendo certo che la preparazione di un giornalista diventi soltanto tecnica. Non riguarda solo software, hardware, smartphone, intelligenza artificiale e strumenti di registrazione multimediali. Tuttavia, diventare giornalista resta una questione di mediazione sociale. Il problema è che la mediazione che devi saper proporre è legata ai dati. Questi dati ti vengono forniti dagli strumenti (web e app) che frequentiamo ogni giorno. Li usiamo per capire le notizie, le informazioni e creare i contenuti.

    Ti rivelo una tendenza: il lavoro dell’innovatore del giornalismo Francesco Marconi (di cui puoi leggere qui) si sta indirizzando verso la “previsione” delle notizie. Già, hai letto bene: l’intelligenza artificiale ci permetterà di prevedere una notizia prima che diventi tale. Come? Non con la magia nera… con i dati.

    Per questo sostengo questa idea: diventare giornalista è una sfida che fa rima con la tecnologia. La mia è una professione totalmente rivoluzionata dalla tecnologia. Resta una cosa: il fattore umano. Non c’è strumento artificiale che ti fa trasferire valore agli altri. Ci vuole l’umanità.

    Se vuoi approfondire il futuro del giornalismo ti confermo che il numero uno al mondo è lui: Francesco Marconi. Clicca qui per andare a curiosare nel suo sito internet.

  • Corsi di formazione: il mio futuro è ibrido… e sociale

    Corsi di formazione: il mio futuro è ibrido… e sociale

    I corsi di formazione sono una buona parte del lavoro di questo laboratorio.

    Sono anni che tengo corsi di formazione per committenti diversi e per fruitori diversi. In presenza, online… oppure in presenza e online. Mobile journalism, mobile podcasting, creazione di contenuti per i social, auto imprenditorialità, video editing, uso dell’intelligenza artificiale nella produzione del contenuto: questo è il mondo che divulgo.

    Insomma: si tratta di tutte le materie che fanno rima con la produzione di contenuti con device mobili, l’uso professionale dello smartphone, l’uso professionale dell’intelligenza artificiale e il business auto imprenditoriale.

    La fine della corsa dei… corsi di formazione

    In questi ultimi mesi i corsi di formazione che ho fatto mi hanno mandato un segnale molto chiaro: è il momento di cambiare. Di conseguenza ho tirato su il piede dall’acceleratore e ho iniziato una fase di studio. Anzi meglio: ho iniziato una fase di cambiamento della mia offerta formativa e del mio modo di essere docente grazie a un partner che mi aiuta e mi protegge in questo momento di sviluppo. Per ora non ti dico di più, ma è certo che la fine della corsa dei corsi è già diventata un nuovo inizio. Se, intanto, vuoi sapere quali sono i principi di base con cui faccio formazione, puoi leggerli qui.

    Il motivo per cui ti dico questo è legato al fatto che ho già iniziato a lavorare su nuovi modelli di apprendimento che facciano rima con un concetto a me caro: quello del luogo digitale, quello di una pagina web dove ci si possa incontrare per scambiare conoscenza e per interagire.

    Il luogo digitale

    La formazione che sto pensando, quindi, fa rima con un luogo del web come la pagina che stai leggendo. Un luogo che ti faccia fare un percorso che ti serva a fissare i concetti di una materia, ma anche a verificare immediatamente che tu stia apprendendo questi concetti in modo efficace. Le pagine che sto progettando hanno vari oggetti che si susseguono l’uno dopo l’altro e che ti possono dare la certezza, se usati in modo appropriato, che sei sul percorso giusto e che puoi verificarlo praticamente in tempo reale.

    I corsi di formazione che ho in mente sono percorsi. Divisi in moduli, con contributi multimediali e uno slide set di approfondimento per ogni video, questi nuovi corsi in via di progettazione avranno servizi aggiuntivi come la chat diretta per verificare dubbi e fare domande, le sessioni live “one to one”, i test di valutazione intermedia e finale.

    Tutto si baserà sullo scheletro dei moduli video di apprendimento, i quali si presenteranno sulla pagina del corso nella stessa maniera di quello che vedi qui sotto. Il visore è quello della piattaforma Switcher Studio.

    All’interno di ogni video acquistato, ci saranno le slide di approfondimento di quel modulo e, subito sotto, i test di autovalutazione. A disposizione avrai anche la Premium chat che potrà metterti in contatto con me in modo diretto, per farmi domande e chiarirti dei dubbi. Alla fine potrai prenotare, tramite un altro elemento, una sessione di approfondimento in diretta.

    Gli elementi di interazione diretta

    Nei corsi di formazione che sto progettando vedrai una forte spinta nei confronti dell’interazione diretta. Per farmi domande veloci via testo, per esempio, potrai utilizzare questo widget.

    Nella pagina posizionerò anche il widget della mia pagina agenda con la possibilità di fissare ore di formazione o consulenza ulteriore “one to one”. Una come quella che vedi qui sotto…

    Se riterrò di aggiungere altri documenti di approfondimento nella pagina, avranno questo stile, perché protetti quali contenuti ad alto valore e quindi da ritenersi a pagamento.

    Questo è un documento aggiuntivo

    Paghi un piccolo contributo in entrata e hai documenti ulteriori sulla materia del corso o in generale della formazione

    Il mio sito è il mio laboratorio

    Arrivo alla conclusione. Il mio sito, per il mio lavoro, è sperimentazione continua. Questa pagina, per esempio è una pagina nella quale ti ho raccontato alcune delle cose che sta facendo il laboratorio. Ho anche fatto sperimentazione soprattutto mettendo online tutti gli strumenti che vedi per provarne poi l’usabilità.

    Sto andando nella direzione che ho tracciato io stesso quando ho messo giù quella che è la definizione di un giornalista moderno. Cioè: uno che progetta e produce il contenuto per l’informazione… o per la formazione. Insomma, ti ho spiegato quello che sto combinando per un futuro in cui i miei corsi siano ibridi e social. Se ritorni a trovarmi qui, troverai presto anche delle altre novità.